Natura & Ambiente: il tarassaco, fiore comune ma inaspettatamente utilissimo

Nasce una nuova rubrica su Il Corriere delle Valli, Natura & Ambiente. Il primo argomento di questo nuovo appuntamento mensile è un fiore giallo che conosciamo tutti molto bene, ma di cui forse sono meno note le proprietà officinali: il tarassaco

di Laura Casale -


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Tarassaco, dente di leone, "piscialetto"... Comunque siate abituati a chiamare questo fiore, è lui il protagonista del primo articolo di Natura & Ambiente

Natura & Ambiente sarà una rubrica mensile che parlerà di argomenti di carattere naturalistico e ambientale, con lo scopo di incuriosire e informare i cittadini su questo importante tema. La rubrica, curata da Fedra Gianoglio, laureata in Scienze Naturali, e attualmente studentessa di Conservazione e Gestione della Natura all’Università di Genova, vi accompagnerà in un percorso in cui potrete arricchire le vostre conoscenze e soddisfare le vostre curiosità su ciò che ci circonda.

TARASSACO O “DENTE DI LEONE": LE MILLE PROPRIETÀ

Avete idea di quali piante intorno a voi abbiano grandi proprietà salutari e quali possano essere utilizzate per il vostro benessere? Ogni mese presenterò una pianta con molteplici benefìci, descrivendone le proprietà e le modalità di uso. Questo mese il protagonista è il Tarassaco comune (Taraxacum officinale), pianta a fiore appartenente alla famiglia delle Asteraceae, la stessa delle margherite. Sicuramente lo conoscerete ed avrete giocato almeno una volta con il suo soffione, ovvero l’insieme di frutti che vengono rilasciati grazie vento.

Attenzione: esistono alcune piante simili al tarassaco e per una raccolta sicura si consiglia un manuale apposito.

Come utilizzare il tarassaco in cucina?

Per quanto riguarda gli usi in cucina, le foglie più tenere del tarassaco, raccolte in primavera, possono essere utilizzate come insalata; le foglie più spesse, invece, di sapore più amarognolo, si possono utilizzare come altre verdure a foglia verde in una frittata, ad esempio, o in una minestra; i boccioli possono essere messi sotto aceto o sotto sale e utilizzati come prodotto simile ai capperi; con i fiori si possono creare marmellate e gelatine; la radice, la parte più attiva della pianta, può essere tostata e utilizzata come un discreto surrogato del caffè senza avere effetti sul sistema nervoso.

 

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Proprietà medicinali

Nel XIV secolo la medicina scoprì alcune delle virtù del tarassaco e, a partire dall’Europa e dell’Asia settentrionale, luoghi originari della pianta, si diffuse in tutto il mondo. L’eccezionalità del tarassaco, ricco di vitamine e minerali, sta nell’azione molteplice e perfettamente coordinata che esso effettua su tutti gli organi del nostro corpo. È consigliato, in particolare, per persone che soffrono di coliche epatiche, insufficienza epatica (compresi i disturbi annessi come dermatosi, eczemi, irritazioni della pelle, ecc.), ma è utile anche per chi ha l’intestino pigro, per gli stitici, per chi soffre di coliche e addirittura per i diabetici. È ottimo per favorire la digestione, agisce sul funzionamento dello stomaco e favorisce la secrezione di tutte le ghiandole di pancreas e intestino. Ma non è finita qui: il tarassaco ha molte proprietà toniche, depurative, lassative e diuretiche; inoltre, per uso esterno, può essere utilizzato per curare le infiammazioni, le ulcerazioni e le malattie della pelle tramite degli impacchi. Grazie alle sue proprietà diuretiche (da cui deriva il nome volgare “piscialetto”), il tarassaco è indicato per casi di ritenzione idrica e cellulite. Infine, questa pianta dalle mille proprietà è in grado di potenziare la risposta immunitaria del sistema linfatico. Attenzione però, ci sono dei casi in cui il tarassaco non è consigliato: chi soffre di gastrite, ulcera, calcolosi biliare e ipotensione farà bene a non consumarlo.

Dove si può trovare il tarassaco? 

È una pianta diffusa nei prati e nei luoghi incolti di tutto il territorio italiano, che cresce dalla pianura alle zone alpine fino ai 2000 m circa.

La ricetta: tisana al tarassaco 

Per realizzare la tisana al tarassaco è necessario far essiccare la radice, sminuzzarla, versarne un cucchiaino in 250 ml di acqua, portare ad ebollizione, coprire con un coperchio, far bollire per 10 minuti e lasciare successivamente 10 minuti a fuoco spento per far riposare. Per veicolare meglio l’effetto della tisana sarebbe preferibile non dolcificarla, nonostante il suo gusto amaro, e gustarla dopo i pasti principali per ottenere una migliore digestione e molteplici benefici.

Per maggiori informazioni potete contattarmi alla mail fedra@gianoglio.it o su Instagram @travel_fedra

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