Voltaggio, primo decesso nei cantieri del terzo valico

Ennesimo incidente nei cantieri destinati alla realizzazione dell'opera

di Nicholas Fresu -


Immagine1

 

Pochi giorni fa nel cantiere del terzo valico di Voltaggio si è registrato un gravissimo incidente, l'ennesimo che coinvolge lavoratori impegnati nella realizzazione della controversa opera. In passato era toccato a due operai in azione nel cantiere di Cravasco, a un lavoratore del cantiere di Trasta e a un ragazzo senegalese, travolto dallo smarino durante le operazioni di scarico di un camion nel cantiere del Maglietto.

Questa volta però non c'è il lieto fine: infatti l'operaio, un uomo di 57 anni, è morto sabato mattina all'ospedale di Alessandria.

Il lavoratore era dipendente di una ditta che lavora in subappalto.

Ricordiamo invece che la realizzazione dell'opera è affidata al Cociv, consorzio che in passato ha avuto pesanti guai giudiziari e che ha visto finire in manette alcuni dei suoi vertici, sorpresi dalle intercettazioni mentre scambiavano frasi come “cemento che sembra colla”, “calcestruzzo che defluisce a cazzo” e “l'amianto non è un problema, tanto la malattia arriva tra trent'anni”, per corruzione, concussione e turbativa d'asta.

Si tratta del primo decesso in un cantiere destinato alla realizzazione dell'opera, ci auguriamo di vedere movimento da parte delle sigle sindacali, che in passato sono scese in piazza per scongiurare un eventuale stop all'opera, e dei Sindaci, responsabili della condizione di salute della popolazione del proprio territorio, i quali fino ad oggi hanno creduto di poter tenere sotto controllo il fenomeno terzo valico, riuscendoci per la verità poche volte. A questo punto le benedizioni dei Cardinali non bastano più.

La redazione de Il Corriere delle Valli esprime la propria vicinanza alla famiglia dell'uomo.