Torna La Psicologia nel Cassetto, la rubrica della Dott.ssa Veronica Capogreco. L'argomento di oggi: bassa autostima, sintomi e rimedi

In questo appuntamento della rubrica "La Psicologia nel Cassetto", la Dott.ssa Capogreco si occupa di un argomento che incide sulla vita di molte persone: l'autostima, e gli effetti della sua mancanza. Vediamo insieme cosa può provocare e come ci si può porre rimedio

di Laura Casale -


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Si parla spesso di autostima, ma come possiamo definirla? Si tratta di un costrutto psicologico che comprende diversi aspetti, come la soddisfazione di noi stessi, la consapevolezza del nostro valore e la fiducia che abbiamo nella capacità di svolgere un determinato compito.

Chi è dotato di autostima non mette in discussione la propria importanza ed è quindi capace di assumersi responsabilità nei confronti di sé stesso e degli altri, non prova timore nell’intraprendere nuove strade nuove o difficili, perché sente di poter avere gli strumenti e le risorse per addentrarsi in situazioni nuove e sconosciute. Si tratta di persone ottimiste, per cui le situazioni difficili sono viste come sfide stimolanti e motivanti a dare sempre il meglio.

Ma cosa accade quando si hanno bassi livelli di autostima? In questo caso possiamo individuare sintomi fisici e psicologici differenti. Di seguito i più frequenti:

  • Scarsa fiducia in sé stessi e nei confronti degli altri o delle situazioni;
  • Difficoltà ad individuare obiettivi concreti e realistici;
  • Ricerca continua del consenso e dell’appoggio altrui;
  • Tendenza a sviluppare disturbi d’ansia;
  • Uno stile comportamentale passivo;
  • Scarso spirito di iniziativa;
  • Mancanza di progetti e di ambizione;
  • Tendenza ad agire in modo impulsivo;
  • Tendenza ad evitare il rischio;
  • Sintomi fisici: tremori, tachicardia, balbuzie, rossore, sudorazione;
  • Invidia verso gli altri;
  • Autocritica costante.

L’autostima non è connessa solo alla sfera personale, ma anche a quella sociale: solo avendo rispetto e fiducia in noi stessi possiamo infatti ascoltare i bisogni altrui ed instaurare relazioni costruttive. Quando l’autostima è carente, allora anche i rapporti con gli altri sono profondamente compromessi: in questi casi si tende a proiettare all’esterno la nostra mancanza di autostima, pensando che gli altri ci rifiutino, o che non ci capiscano, o non ci accettino. Nei casi più gravi la mancanza di auto-accettazione si manifesta nel desiderio di non essere visti, di volersi nascondere, accompagnato alla sensazione di non essere capaci o di non essere all’altezza delle persone che ci circondano.

In generale, il miglioramento dell’autostima è essenziale per il benessere psicofisico della persona. Vediamo insieme quali strategie possono essere utili per raggiungere questo obiettivo.

  1. Consapevolezza e accettazione dei propri limiti e dei propri fallimenti. Nessuno è perfetto, le delusioni, i periodi “no”, i fallimenti connessi ad un particolare periodo della propria vita sono passeggeri, e non bisogna identificarsi con essi, quanto più farne tesoro, per dare un significato alla propria esistenza. Devono essere un trampolino di lancio, non un limite!
  2. Comprendere chi siamo davvero, cosa vogliamo, chiarire desideri e obiettivi. È importante chiedersi “Chi sono? Cosa voglio realmente? Cosa posso fare per raggiungere questo obiettivo?”, questo soprattutto per esprimere a pieno sé stessi, e non essere in balia dei giudizi e delle opinioni altrui. Con il tempo verrà acquistata sempre più sicurezza e potere decisionale. Per fare ciò è importante esprimere i propri bisogni e desideri.

Ricordiamo che dentro ognuno di noi esiste una fonte di risorse dalle quali attingere, spesso però non riusciamo ad individuarle: ecco che l’intervento di uno psicologo può fare la differenza, mettendo in luce e valorizzando le potenzialità che non credevamo di possedere.

 

Dott.ssa Veronica Capogreco, Psicologa
Riceve presso il suo studio in Via G. Poli 14A /4
16164 Genova Pontedecimo
Tel. 351 946 8057
Email: capogreco.psicologa@gmail.com