Natura & Ambiente: la rosa canina

Questo mese Natura & Ambiente si occupa di una pianta spinosa ma fondamentale per il benessere del nostro organismo: l’elegante Rosa canina.

di Laura Casale -


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Questa pianta, appartenente alla famiglia delle Rosacee, è un arbusto cespuglioso con fusti ricchi di rami ricoperti di spine, con foglie composte da 5-7 foglioline ovali a margine dentato. All’inizio dell’estate sbocciano i suoi bellissimi fiori di colore bianco-rosato e in autunno regala i suoi frutti che, diversamente da quanto si potrebbe pensare, non sono quelli carnosi rossi, chiamati cinorrodi.

La Rosa canina si può trovare nelle radure, nei margini dei boschi e nei prati con suoli aridi, tra 0 e 1800 metri s.l.m. Altrimenti, nella stagione avversa, si può trovare in erboristeria.

Gli usi curativi e culinari

Da tempi immemori questa pianta è stata largamente utilizzata per i suoi fantastici benefici, dovuti alla presenza di tannino, di acido gallico e di vitamine (C e P). Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, vitaminizzanti e immunomodulanti, è in grado si rafforzare il sistema immunitario rendendoci pronti ad affrontare la stagione avversa senza prenderci malanni.
I petali e i cinorroidi della rosa possono essere utilizzati per molteplici usi oftalmici, astringenti, tonici e rimineralizzanti. In cucina si realizzano gustose marmellate, gelatine e grappe aromatiche.
Per il mal di gola vi consiglio di fare dei gargarismi con l’infuso di petali, utilizzato anche come tonico prima dei pasti per l’affaticamento; per un effetto levigante e tonificante della pelle del viso potete realizzare una maschera frullando i cinorroidi freschi, facendo attenzione a svuotarli e lavarli più volte per eliminare i peli aguzzi.

La ricetta: Marmellata di rose

Sbucciate e tagliate un chilo di mele renette, mescolatele con la scorza e il succo di un limone e 250 grammi di petali di rosa. Dopo un’ora di macerazione, mettetele sul fuoco (moderato), mescolando fino a che le mele non si saranno disfatte, schiumando di tanto in tanto, se necessario. Passatela poi attraverso un setaccio, rimettetela sul fuoco, aggiungete 300 grammi di zucchero e cuocete finché non prende consistenza.

Dal prossimo mese inizierò ad occuparmi di un tema da me molto sentito: l’utilizzo scorretto della plastica nella vita quotidiana. Vi darò alcuni consigli per ridurre la produzione di rifiuti, aiutando il Pianeta, e quindi noi.

Fedra Gianoglio
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