Al termine il campo di volontariato E!state Liberi, organizzato a Certosa da Libera

Lotta alla criminalità organizzata e costruizione di comunità: com'è andato il campo di volontariato organizzato da Libera in Val Polcevera

di Laura Casale -


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Il direttore di Legambiente Liguria, Federico Borromeo, parla di ecomafie insieme ad Andrea Macario, referente di Libera Genova al circolo Arci Perugina

Nel corso degli ultimi anni si sono moltiplicati i campi estivi di volontariato organizzati da associazioni che lavorano sul territorio, occasioni per non fare una semplice vacanza, ma impegnare una parte della propria estate in un'esperienza di condivisione e laboratorio con persone che condividono gli stessi valori e l'attenzione per i problemi sociali.

Anche la Val Polcevera quest'anno è diventata sede di una simile esperienza, con il campo di E!state Liberi, organizzato da Libera Genova e A.D.eS.SO. in collaborazione con SPI CGIL Genova e Auser.

Una ventina di ragazzi provenienti da tutta Italia hanno passato l'ultima settimana a Certosa e dintorni a fare volontariato e a conoscere le associazioni attive sul territorio, con attività di laboratorio e incontri, ospiti del Circolo Arci Perugina.

Un'iniziativa che Libera sentiva doverosa, a un anno e pochi giorni dal crollo del Ponte Morandi, per ciò che questo evento ha comportato e comporterà nel futuro, sia per quanto riguarda la costruzione del nuovo viadotto che per la necessità di ripensare il territorio ferito e una comunità da ricostruire. E il Ponte è stato uno dei temi principali della settimana, nel dialogo con le associazioni del posto e con i cittadini di Certosa, ma anche parlando in senso più stretto dell'impegno di Libera contro la criminalità organizzata, parlando dei modi in cui avvengono le infiltrazioni mafiose (è di un paio di mesi fa il primo blocco da parte della Dia genovese), di cui si è parlato anche con Legambiente Liguria.

Un'esperienza forte trovarsi a Certosa a pochi giorni dal 14 agosto, primo anniversario del crollo, raccontano alcuni dei partecipanti del campo, che ha fatto percepire quanto fosse importante svolgere questo percorso proprio sul territorio polceverasco.

Ma non soltanto, perché i volontari sono stati portati a scoprire anche i forti di Genova e a contribuire al recupero e alla manutenzione di alcuni sentieri, parlando anche di uno dei principali problemi del nostro territorio, le discariche abusive, e di reati ambientali legati alla criminalità organizzata. E dai forti in centro storico a parlare dei locali confiscati alla mafia (in attesa di vedere come saranno recuperati quelli sequestrati a Pontedecimo dalla Confisca Lo Iacono - attualmente il solo bene restituito attivamente alla comunità è l'area calistenica di Campomorone di via Trucco, dei sette di questa confisca - e a Rivarolo in via Celesia), con Anpi alla Casa della Resistenza di Bolzaneto, per scoprire i tanti presidi sul territorio della vallata.

 

Il campo chiude venerdì 31 agosto con un incontro presso il Chiostro della Certosa di Rivarolo, “Legalità, Diritti, Generazioni, un campo sotto il Ponte” durante il quale Ivan Pedretti, Segretario Nazionale SPI CGIL, e Andrea Macario, Referente di Libera Genova, in un incontro moderato da Massimiliano Salvo, giornalista di Repubblica, affrontano il tema della valorizzazione e della promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sequestrati alle mafie, oltre che della formazione dei ragazzi sui temi dell’antimafia sociale e della conoscenza dei territori coinvolti.

Un tipo di impegno sicuramente molto particolare e che non richiama grandi folle, ma di cui il territorio polceverasco ha bisogno, creando sinergie importanti tra associazioni e cittadinanza per immaginare un futuro di legalità e di rispetto dell'ambiente.

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