Maltempo, bilancio dell'ultima settimana di allerte. Il voltino di San Quirico mette in crisi la valle

Cos'è successo in valle in questi giorni di maltempo: problemi alla viabilità, smottamenti e allagamenti.

di Laura Casale -


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La situazione nei pressi del voltino ferroviario a San Quirico vicino a via Budulli. Foto dal gruppo facebook "Sei di San Quirico se..."

È cessata l'allerta meteo sul territorio genovese e, anche se i danni peggiori sono capitati in altre zone (la Valle Stura e nell'alessandrino), la Val Polcevera deve fare i conti dei danni dell'ultima settimana.

La situazione più problematica, anche perché si trascina da più tempo, è a San Quirico: stamattina il traffico è paralizzato fino dai Comuni dell'Alta Valle, a causa della chiusura del voltino ferroviario tra Via Budulli e Ponte Barbieri. Anche questa volta, come già era successo martedì e anche in occasioni precedenti, c'è stato un allagamento – probabilmente a causa di acqua scesa da Via Budulli e accumulatasi nella conca del voltino – che ha provocato anche smottamenti. Questo, insieme ai problemi nei pressi del Ponte della Forestale, che è aperto a senso unico alternato, da stamattina sta bloccando il traffico in entrambi i sensi. E intanto l'asfalto continua a scendere, come riportano su Facebook alcuni cittadini, rendendo questo tratto tra il voltino e l'incrocio con Via Budulli impercorribile in sicurezza.

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Lo stato del manto stradale sabato 19 ottobre. Foto dal gruppo facebook "Sei di San Quirico se..."

Oltre al problema del traffico, sono diversi i cittadini di San Quirico in difficoltà. Alcune case in Via Lungo Polcevera hanno subito di nuovo allagamenti, dopo i disagi di martedì. Il quartiere ha visto l'aggiunta di una navetta il sabato per evitare di mettere altri mezzi privati in strada, ma il servizio straordinario sembra essersi fermato a quella giornata. Le attività commerciali lamentano già i danni.

E qui è necessario riprendere la riflessione posta fin dai primi giorni dopo il crollo di Ponte Morandi sulla fragilità della viabilità in questo territorio: è pressoché insostenibile che pochi metri quadrati di asfalto blocchino per strada i residenti di due circoscrizioni e tre comuni adiacenti, eppure è quanto sta accadendo oggi. Occorre favorire sistemi per spingere i cittadini ad affidarsi sempre meno al mezzo privato, o quanto meno a ridurre il numero di veicoli sulla strada cercando di riempire al meglio le macchine. Stamattina la grande maggioranza di mezzi era occupata da una, al massimo due persone: immaginiamo anche solo di dividere per due, se non per quattro, i mezzi coinvolti nell'ingorgo e forse non sarebbe stata necessaria più di un'ora per superare l'Ipercoop da Pontedecimo.

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La passerella carrabile caduta nel torrente. Foto dalla pagina Curva Secca Serra Riccò.

Il Secca ha decisamente più che mormorato, riprendendo la scritta della tifoseria del Serra Riccò: uno dei torrenti emblematici del territorio polceverasco, asciutto o quasi per buona parte dell’anno, ma per qualche giorno in autunno si gonfia e fa paura. Nella notte tra venerdì 18 e sabato 19, ha trascinato con sé la passerella del guado che collega Pedemonte a Località Ligge, già territorio di Sant’Olcese, isolando una quarantina di persone.

La questione è complessa, perché essendo il Secca un confine naturale tra due comuni confinanti, le responsabilità dovrebbero essere di Città Metropolitana, coinvolgendo così tre enti. Il Comune di Serra Riccò da solo non è in grado di trasformare questa passerella in un vero e proprio ponte, garantendo una maggiore sicurezza ai residenti, riporta da un paio di giorni il Sindaco, Angela Negri. Intanto si lavora per ridurre al minimo i disagi dei residenti.

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Il torrente Verde al limite tra via Trucco, versante Campomorone, e località Fulle, versante Ceranesi. Foto dal gruppo Facebook Vivere Ceranesi

Anche in Val Verde si è tremato nella giornata di ieri, con il torrente che ha fatto capolino oltre l'argine in Via Trucco. Fortunatamente l'allagamento è stato minimo, rispetto alla portata del torrente in piena, ma alcuni residenti riportano che negli ultimi vent'anni a causa dei depositi di sedime il letto del torrente si è alzato di circa un metro e mezzo. Un innalzamento che rende più alto il rischio di esondazione.

Nei due Comuni si sono registrati anche piccoli smottamenti e, a Ceranesi, una frana importante sulla SP52 che sale al Santuario della Madonna della Guardia, dove al momento si può circolare in senso unico alternato con limiti ai mezzi pesanti e agli autobus turistici. Inoltre, si è riscontrata la caduta di alcuni pali della luce in Località San Pietro, che hanno bloccato la strada che conduce alla frazione per alcune ore. I residenti lamentano che i pali caduti erano già stati danneggiati l'anno scorso durante la tempesta che provocò la mareggiata di Rapallo, circostanza in cui molti altri pali erano caduti, ma che nonostante le segnalazioni non ci sono stati interventi per metterli in sicurezza. A questo proposito in Comune è fissato un incontro pubblico per venerdì 25 ottobre alle ore 9:30.

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Lo stato della SP 52. Foto dal gruppo Facebook Vivere Ceranesi.

Ora bisogna attendere gli assestamenti del territorio, perché il rischio frane rimane molto alto data l'elevata quantità di acqua che è caduta sulla valle, in particolare sul settore occidentale. Intanto Arpal annuncia che dovrebbe riprendere a piovere con una certa intensità da giovedì mattina.

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