AMT, disposizioni di potenziamento dei mezzi pubblici a fronte dell'emergenza

Ecco le disposizioni per fare fronte alla nuova crisi della viabilità con la A26 sorvegliata speciale. Un inizio, ma serve molto di più.

di Laura Casale -


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A seguito del vertice lampo avuto questa mattina tra il Sindaco Bucci e AMT, il Comune di Genova ha emanto le seguenti disposizioni con decorrenza dalle ore 8:00 del 26 novembre.

In conseguenza della situazione di estrema emergenza venutasi a creare per il traffico cittadino e metropolitano, il Sindaco chiede a tutti i cittadini di utilizzare il trasporto pubblico salvo casi di assoluta necessità.

A questo fine, dispone che:

  • L’utilizzo dell’intera rete urbana AMT (metropolitana, autobus, ascensori e funicolari, navebus, con la sola eccezione del servizio commerciale Volabus) è gratuito fino alla cessazione dell’emergenza;
  • Le frequenze dei servizi sono portate a 5’ minuti (punta) e 7’ (morbida) per la metropolitana;
  • Saranno rafforzate per le linee bus sugli assi di adduzione alla metropolitana stessa e di alta frequenza: linea 1 per il  Ponente, linee 7 e 8 per la Val Polcevera, linee 13 e 14 per la Val Bisagno, linea 17 per il Levante.

Oltre a questa iniziativa, c'è da pensare a come raggiungere queste linee. La Val Polcevera è un caso da manuale: l'affaticamento delle strade non è dovuto tanto alla mancanza di treni e di autobus di lunga percorrenza – di cui comunque c'è bisogno di un aumento delle corse, soprattutto negli orari di punta – quanto la scarsità dei mezzi con cui arrivare a prendere questi mezzi di trasporto. Gli abitanti che non vivono nei poli principali del Municipio V, o che abitano nei comuni limitrofi, si sentono sfiduciati nei confronti del servizio ATP e si domandano soprattutto come fare poi a tornare a casa, visto che le corse in orario serale sono quasi inesistenti su tutte le linee, e per molte frazioni le corse sono ad appannaggio solo degli studenti. Se una persona è obbligata a usare la sua auto per arrivare a Pontedecimo o a Bolzaneto se scende dai Comuni dell'Alta Valle (ma anche da Murta, o dalle altre località collinari non raggiunte dalle linee principali), quasi sicuramente continuerà il viaggio col mezzo privato sia per la scarsità di parcheggi, sia per i mezzi.

Basta vedere la doppia-tripla fila centrale che si crea nel parcheggio della stazione di Pontedecimo ogni mattina per capire quanto oggi si ripercuote il ritardo di quelle infrastrutture promesse l'indomani del crollo di Ponte Morandi, al presentarsi di una nuova emergenza.

Il servizio ATP per ora è stato rinforzato solo sulla linea per la Valle Stura, si attendono disposizioni per le altre linee. 

Ieri abbiamo parlato di "domino impazzito" sulle strade locali, ma il concetto è lo stesso per le autostrade: con il crollo del viadotto che collegava l'A7 e l'A10, il traffico che passava da lì si è ripartito sulle altre vie esistenti, aumentando in particolare il passaggio di mezzi pesanti sulla A26. Oggi ne vediamo le conseguenze.

Non è tanto la gestione dell'emergenza, in discussione, quanto la mancata prevenzione a seguito dell'emergenza su tutto il resto del sistema. Un sistema viario dovrebbe essere trattato come un organismo, anche se di cemento e asfalto: Ponte Morandi era un organo importante di questo sistema, e venendo meno era richiesto un cambiamento sistemico per sopportarne la mancanza. Un cambiamento che non solo non c'è stato, anzi, si è visto paradossalmente aumentare il traffico privato su strade già al limite. Oggi la cura arriverà in tempo?

Oltre a queste misure, ci si augura che anche la rete ferroviaria locale e il trasporto extraurbano aumenteranno l'offerta per far fronte all'emergenza, più che mai necessari.

Ricordiamo inoltre che esistono servizi digitali per cercare di compattare le auto: come abbiamo già detto in più occasioni, quattro persone su una sola autovettura occupano uno spazio molto diverso rispetto a quattro persone su quattro automobili diverse. Si possono leggere (clicca qui) più informazioni su questi servizi, ma anche il sano, vecchio passaparola è sempre ottimale.

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