I danni a lungo termine della SP 4 chiusa: le attività commerciali a Ceranesi che chiudono

Si sfilaccia il tessuto commerciale del Comune di Ceranesi, una conseguenza inevitabile della chiusura della SP 4.

di Laura Casale -


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Non è un buon fine anno, a Ceranesi. La chiusura della SP 4, senza risposte certe, come ripetuto anche durante l’incontro pubblico che si è tenuto al Cabannun il 19 dicembre, sta avendo conseguenze pesanti sul tessuto sociale e commerciale del Comune. E a dieci giorni da questo evento, un’attività del Pontasso chiude nel silenzio istituzionale. 

L'Angolino di Sonia, uno dei bar in località Pontasso, abbassa la serranda durante le feste. A quasi cinque anni dall'apertura, il crollo verticale degli affari ha portato alla decisione definitiva.

«Abbiamo subito le conseguenze del passaggio che è venuto meno», spiegano Sonia, la titolare, e la madre. «La SP 4 permetteva a molta gente della valle di evitare Campomorone, che già prima di questa situazione era una via più trafficata. In pochi minuti si poteva arrivare dalle frazioni di Ceranesi a Pontedecimo e viceversa, e sia i bar in Località Pontasso che il Bar Carbone a Santa Marta vivevano su questo. Anche noi, come Travi, ci siamo attrezzati per fare non solo servizio bar, ma anche latteria per quei prodotti che possono mancare in casa, i giocattoli per i bambini… Ora, dovendo passare per forza attraverso Campomorone, ci scontriamo con una concorrenza molto più ampia».

Le due donne hanno contato più di quindici attività “concorrenti”, tra bar, società e latterie, nel capoluogo del Comune adiacente. Una concorrenza che c’è sempre stata, ma che prima era in un certo senso "smorzata" dalla rapidità della viabilità di Ceranesi. Evitare il centro abitato più ampio e le conseguenti problematiche di traffico e di parcheggio era un vantaggio per molti clienti, che con una breve sosta riuscivano a consumare un caffè, un aperitivo, comprare quelle due cose mancanti in cucina e ripartire. Con l’obbligo di passare per Campomorone, ora la maggior parte dei clienti si fermano dove ci sono più servizi. Anche la diminuzione del turismo in Praglia, ora più difficoltosa da raggiungere, ha inciso sugli affari.

Ma c’è anche chi tenta di evitare il traffico passando per Lencisa, buttandosi verso il ponente genovese, e che proprio non passa più neanche davanti. Una situazione diventata pesantissima dalla chiusura della SP 4, da cui sono passati ormai tredici mesi, e che con il crollo della strada nel torrente si è aggravata. In questi giorni di festività, L’Angolino di Sonia ha aperto per aperitivi e il “Black Saturday”, una festa di addio per svuotare il locale. Oggi la chiusura definitiva. 

Anche Mauro Travi del Bar Carbone di Santa Marta ha annunciato che entro tre mesi dovrà chiudere, perché i costi ormai si sono fatti insostenibili l’attività di famiglia, che può vantare settant’anni di apertura continuativi. 

Lascia perplessi la mancanza di azione da parte delle istituzioni locali che, come è stato ricordato alcuni giorni fa a un evento dedicato all’agricoltura, dovrebbero essere i primi interlocutori delle imprese locali per farsi portatori dei loro interessi e assicurarsi che la rete di negozi, aziende e produttori subisca il meno possibile i danni di un disastro come quello che sta vivendo Ceranesi.

Le rimanenti attività commerciali e aziende sul territorio attendono il nuovo anno con preoccupazione: sono molti gli imprenditori che temono di vedersi aumentare le tariffe di spedizione sia per gli approvvigionamenti che per spedire i propri prodotti, e questi rincari potrebbero portare altri a prendere la difficile decisione di chiudere, o di spostarsi su altri territori. Come questo ricadrà sul contesto urbano, occupazionale e sociale del Comune di Ceranesi, potrà dirlo solo il tempo.