Comuni sparsi, le difficoltà nell'approvvigionamento crea dubbi

Comuni piccoli e frazionati, mancanza di attività commerciali sul posto: si può "sconfinare" per fare la spesa o no? L'iniziativa del Comitato Ceranesi Cittadini Attivi

di Laura Casale -


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La frazione di Livellato a Ceranesi

Gli ultimi decreti da parte del Governo per limitare gli spostamenti dei cittadini e restringere le occasioni di contagio hanno creato non pochi interrogativi agli abitanti dei Cinque Comuni dell'alta Valle. È chiaro che il decreto emanato qualche giorno fa offre una direttiva pensata per comuni grandi o pianeggianti, o città piuttosto che comuni frazionati come quelli del nostro territorio.

La situazione più problematica si riscontra a Ceranesi, dove la scarsità di attività commerciali – con le varie chiusure negli ultimi anni – incrocia la problematica della Strada Provinciale 4, che rende quasi obbligato il passaggio per la maggior parte dei cittadini ad attraversare Campomorone e un tratto del Comune di Genova per raggiungere il solo supermercato presente sul territorio comunale. La strada comunale alternativa, che collega Santa Marta con la Gaiazza e con l'incrocio di Lavaggi (Via Marseno) è in uno stato molto precario e in ogni caso non permetterebbe un traffico continuativo in entrambe le direzioni, data la larghezza della carreggiata. E contemporaneamente, non ha molto senso che gli abitanti delle frazioni di Livellato e Geo attraversino tutto il territorio comunale anziché rivolgersi all'Ipercoop, molto più vicino e facile da raggiungere.

Analogamente i cittadini della parte di Serra Riccò che affaccia su Pontedecimo chiedono che ci sia una deroga per chi abitudinariamente si rivolge ai negozi e ai supermercati del Municipio V, anziché dover girare per tutto il Comune per raggiungere Pedemonte. Ma problemi simili si verificano su tutto il territorio della Val Polcevera, tra chi è abituato a "sconfinare" per cercare prezzi più bassi (è il caso di molti a Campomorone che prediligono recarsi a Ceranesi presso il discount). In molte frazioni le botteghe sono state chiuse negli ultimi anni, o hanno dovuto applicare un rincaro dei prezzi per via della distribuzione, che si fa più costosa più il negozio è fuori mano. 

La Giunta del Comune di Ceranesi da alcuni giorni pubblica su Facebook, ormai unico canale di comunicazione usato per parlare con i cittadini, informazioni su una deroga richiesta al Comune di Campomorone e al Municipio V Valpolcevera per gli spostamenti dei cittadini per andare a fare la spesa.

Ciò nonostante nei cittadini rimane una forte confusione sul tema, per cui si attende che il Prefetto si pronunci, in modo da garantire la possibilità di muoversi nella piena legalità. 

Ieri l'Assessore regionale alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone, ha richiamato al buon senso, ricordando di portare con sé l'autocertificazione, nel caso in cui si vada nel comune limitrofo a fare la spesa, muovendosi però solo una volta alla settimana e concentrando le commissioni tutte in una volta per limitare il più possibile gli spostamenti. E se fermati far presente la situazione.

Anche alla luce di questo richiamo, il Comitato Ceranesi Cittadini Attivi ha inviato al Presidente di Città Metropolitana Marco Bucci e al Prefetto chiedendo di valutare la possibilità di azzerare i confini del Comune per il tempo necessario a superare l'emergenza. Si accorderebbe infatti di più poter andare all'Ipercoop per un cittadino di Geo, dove acquistare tutti i beni di prima necessità, piuttosto che fare la SP52 e la 51, fino alla Gaiazza, quindi scendere o per Via Marseno o attraversando Campomorone e Pontedecimo a Santa Marta fino all'In's, e poi sulla via del ritorno fermarsi alla Ferriera per la carne, e un po' più in su per altri generi freschi... La possibilità di muoversi una volta sola verso il supermercato più vicino, anziché girare per chilometri e chilometri, non dimostra più buon senso?

In attesa di conoscere le decisioni del Prefetto, si ricorda che da ieri le multe per chi non rispetta le norme sul lockdown sono salite da 400 a circa 3.000 euro, e che si parla di una sanzione penale. Si raccomanda pertanto di impegnarsi a rispettare le regole date dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, di limitare le uscite alle più strette necessità e di portare sempre con sé l'autocertificazione.

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