Sant'Olcese, non si placa la discussione a mezzo stampa tra il Sindaco Sanna e l'Assessore regionale Giampedrone

Non c'è pace tra il Comune di Sant'Olcese e l'Assessore regionale alla Protezione Civile. Gli ultimi danni causati dalla pioggia intensa di domenica 7 giugno e la cifra stanziata per la difesa del suolo per l'intero anno, poche migliaia di euro, hanno scatenato un'accesa discussione tra i rappresentanti dei diversi enti.

di Laura Casale -


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Non si ferma la discussione mediatica tra il Sindaco di Sant'Olcese, Armando Sanna, e l'Assessore Regionale alla Protezione Civile, Giampedrone.

La vicenda è iniziata dopo il nubifragio dello scorso finesettimana, che ha causato parecchi danni sul territorio di Sant'Olcese (e non solo, come la situazione del guado sul Torrente Secca del Comune di Serra Riccò dimostra), con una lettera del Sindaco Sanna diretta all'Assessore e a Giovanni Toti in cui si chiedeva conto del mancato inserimento dell'evento di domenica tra le alluvioni del 2020, di diversi fondi che spetterebbero al Comune per intervenire e che risulterebbero bloccati in Regione.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le poche migliaia di euro destinate alla difesa del suolo a Sant'Olcese per il 2020 (precisamente, 6.826,34 euro, come riportato anche da Matteo Boero, Assessore del Comune di Sant’Olcese con delega alla Pubblica istruzione, Formazione, Politiche Ambientali, Polizia Locale, Associazioni), cifra con cui si dovrebbero pulire i fiumi e fare prevenzione per il dissesto idrogeologico. Cifra che, evidentemente, non basterà per prepararsi all'autunno 2020 come il territorio richiede. Il Comune di Sant'Olcese, scrive Sanna, è pronto a rimboccarsi le maniche e a trovare altri fondi, anche indebitandosi di nuovo con un mutuo, tuttavia chiede che la Regione e chi la dirige, senza farne un problema politico, siano a fianco dei piccoli enti locali già in estrema difficoltà.

La risposta dell'Assessore Giampedrone non si è fatta tardare, rimbalzando le osservazioni di Sanna e sostenendo che il Governo avrebbe stanziato coperture solo per le richieste della Regione, e non per quelle dei Comuni. Inoltre, secondo Giampedrone, l'iniziativa di Sanna non sarebbe altro che polemica in vista delle elezioni.

Di seguito riceviamo e condividiamo la risposta di Armando Sanna.

 

Apprendo con grande rammarico che la lettera aperta al Presidente Toti e all’Assessore Giampedrone non risulta al momento meritevole di una risposta ufficiale, ma solo mediatica. Nell’attesa ho deciso di fare altrettanto, rispondendo tramite gli organi di stampa a quanto affermato dall’Assessore. 

La mia lettera, tengo a precisarlo, non voleva essere un attacco alla Protezione Civile Regionale, né tanto meno voleva avere la connotazione politica da campagna elettorale evocata polemicamente dall’Assessore. 

La finalità era tutt’altra. Ho voluto solamente sottolineare come in questi cinque anni non sia stata pianificata dagli enti a noi sovraordinati una programmazione funzionale alla prevenzione del dissesto idrogeologico che caratterizza la nostra Regione, ma ci si è limitati quasi esclusivamente alla gestione delle Somme urgenze. 

L’esempio più calzante è proprio quello riportato dallo stesso Assessore, quando ha richiamato il caso di Via Amendola: la segnalazione sulla pericolosità di quella strada giaceva da tempo presso gli uffici regionali, senza risposta. Solo in seguito all’evento franoso e alla chiusura del tratto, dove il Comune ha dovuto esporsi con fondi propri sia nella fase progettuale che di realizzazione dei primi lavori di consolidamento, e dopo ulteriori eventi atmosferici che hanno ulteriormente aggravato la situazione, è stata riconosciuta dalla Regione una somma urgenza di 100mila euro, a fronte di una richiesta di 300mila. Tali somme sono servite per consentire la riapertura della strada a senso unico alternato e con una limitazione di peso e larghezza per i veicoli in transito. Con una programmazione più ad ampio respiro, con la stessa cifra avremmo probabilmente evitato frana, chiusura e ridimensionamento di quella strada. 

Sono stupito nel leggere le considerazioni sugli esigui finanziamenti per la pulizia dei rivi e sono amareggiato come Sindaco nell’apprendere, per la prima volta nei miei sei anni di mandato, come la Giunta Regionale abbia declassato ad un “temporale estivo” quanto accaduto nel Comune di Sant’Olcese nella notte tra il 7 e l’8 giugno scorso, in barba ad un dato pluviometrico che attesta inequivocabilmente l’entità del fenomeno. Un evento che 

avrebbe potuto colpire qualsiasi porzione della Regione Liguria, e i dati non mentono, quale che sia il Comune in cui vengono registrati. 

Nei miei anni da Amministratore la linea guida è sempre stata quella di stare in mezzo alla gente e con la gente: l’ultima dimostrazione è data dall’evento sopra citato, in cui i miei pensieri e quelli dei miei collaboratori sono stati quelli di supportare, durante e dopo, i volontari e mettere in sicurezza i cittadini. 

La non troppo velata accusa di diffondere la “boutade politica” citata, pertanto, la rinvio cordialmente al mittente. 

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