Dialetti, un patrimonio da non disperdere

A Campomorone il Movimento 5 Stelle presenta una mozione per la valorizzazione del patrimonio linguistico ligure. La maggioranza: «Esiste già una legge»

Per moltissimi anni i dialetti sono stati abbandonati, hanno cominciato a sparire dalle piazze, dalle famiglie, dagli ambienti di lavoro, tanto che l’Unesco, nel 2012, ha stilato una lista delle lingue popolari da proteggere. Essi sono la memoria storica dei nostri antenati, la nostra essenza, e qualche studioso ha iniziato a battersi affinchè possano essere insegnati nelle scuole, valorizzati ed esaltati, anzichè disprezzati e considerati rozzi.Nell’ultimo periodo nella città di Genova e più in generale nella nostra regione le parlate locali sembrano essere tornate in auge, anche grazie alle trasmissioni in genovese animate dal Professor Franco Bampi su un’emittente locale. Seguendo questa scia il Movimento 5 Stelle di Campomorone ha presentato in consiglio comunale una mozione in merito al riconoscimento del valore culturale alla proposta di legge relativa alla tutela del patrimonio linguistico ligure. La consigliera pentastellata Puppo ha dato lettura della proposta, la Sindaco Guidi ha risposto citando la legge regionale 33/2006, che ” promuove, coordina e favorisce la tutela, la conservazione, la valorizzazione e l’uso sociale del patrimonio culturale costituito dalla tradizione popolare ligure sia nelle sue manifestazioni materiali o scritte che in quelle verbali o sonore”, aggiungendo che pare strumentale ed elettoralistico rimarcare il già esistente e che il contenuto della mozione sembra voler insinuare che fino ad oggi non sia stato fatto nulla per la tutela delle nostre radici e della nostra appartenenza.Inoltre, continua la prima cittadina, « è scorretto presentare una richiesta del genere in questo momento storico, sembra di voler sottolineare un’esigenza di tutela in un periodo a rischio, come se si fosse sotto attacco da contaminazioni pericolose».Non è dello stesso avviso Filomena Puppo, capogruppo del Movimento 5 Stelle di Campomorone, che afferma: « E’ vero, esiste già una normativa a riguardo, ma ciò non toglie che possa essere migliorata. La legge da noi proposta prevede l’istituzione di un comitato scientifico che si occuperebbe di elaborare progetti volti alla conoscenza e alla diffusione del patrimonio linguistico ligure. Inoltre nella nostra mozione non si presuppone nulla né tantomeno si parla di contaminazioni di alcun genere, queste sono parole utilizzate esclusivamente dalla Sindaco».Abbiamo chiesto un parere a Franco Bampi, professore e massimo esperto del dialetto genovese: « È senza dubbio inquietante il solo pensare che difendere il patrimonio linguistico ligure sia a rischio di razzismo. È un ragionamento strumentalmente ideologico e populista del tutto estraneo alla realtà. Dirò di più: io, che parlo sempre genovese, che lo divulgo, che lo difendo e lo promuovo, mi sento offeso da simili ragionamenti. Non sono razzista, non mi sento razzista e non condivido nessuna posizione razzista. Anche Genova nella sua storia è sempre stata accogliente e cosmopolita pur conservando e difendendo la propria identità sociale, culturale e linguistica. Razzista è chi con simili dichiarazioni offende me e le generazioni che ci hanno preceduto, cioè i nostri avi e le nostre ave, che con il loro lavoro e il loro impegno hanno reso grande la nostra Liguria e la nostra Italia, pur parlando in genovese. Lo confesso: certi ragionamenti mi fanno paura davvero».Noi ci auguriamo che al di là delle diatribe politiche ci si continui a battere per la promozione e la valorizzazione dei dialetti e delle parlate locali, che sono un patrimonio storico, culturale e una testimomianza della nostra identità. Per tale motivo le scuole, le istituzioni, le associazioni locali dovrebbero favorire queste operazioni e lavorare affinchè questa ricchezza culturale non venga dilapidata.

 

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