Valpolcevera dall’alto: giro dei forti genovesi

Partendo da Sant’Olcese, un percorso piacevole e accessibile che offre una vista mozzafiato sulla nostra valle

Siamo abituati a vedere i forti di Genova dal basso, in Valpolcevera. Edificati sulla cresta montuosa che divide la valle dal centro città, queste postazioni militari risalgono al XVIII secolo e sono oggi oggetto di un interesse turistico sempre più ampio per la loro peculiarità e la posizione che offre una vista senza pari, specie in una giornata limpida. 

I forti esterni alla cinta muraria della città furono costruiti come postazioni difensive proprio per la Valpolcevera dopo un lungo assedio tenuto dagli austriaci: si tratta, procedendo dal Comune di Sant’Olcese verso il centro del capoluogo, del Forte Diamante, il Forte Fratello Minore (chiamato così per il forte gemello, il Fratello Maggiore, che è stato però demolito negli anni ’30) e il Forte Puìn, prima di raggiungere Forte Sperone al Righi.

È uno dei classici giri da gita fuoriporta per i polceveraschi e i genovesi più cittadini, grazie ai piacevoli sentieri che collegano i forti tra loro, in particolare partendo dalla località di Trensasco, frazione di Sant’Olcese, che è raggiungibile anche con il Trenino di Casella. Da qui si offrono due possibilità per completare l’anello: risalire la ripida mulattiera che porta subito al Forte Diamante…

Forte Diamante visto dal lato di Sant’Olcese… È ripida davvero.

…o ppure prendere il più dolce percorso pianeggiante che raggiunge Forte Sperone, e percorrere il sentiero più alto sulla via del ritorno, risalendo al Diamante per la più nota via d’accesso principale a tornanti.

Io ho scelto la prima opzione, salendo subito dalla Sella di Trensasco verso il forte più grande e più caratteristico. Forte Diamante è stato edificato per volere della Repubblica di Genova, su insistenza del Marchese Giacomo Filippo Durazzo, e completato nel 1758. Nel 1800 fu scenario per lo scontro violento tra i Francesi, che all’epoca tenevano la città di Genova, e le truppe austriache, che la cingevano di nuovo d’assedio. È inoltre l’unico forte di tutta la cinta muraria che non sorge nel territorio del Comune di Genova. 

È un percorso più impegnativo, ma offre rapidamente uno spettacolo per cui vale la pena sudare un po’.

In una giornata limpida come questa si vede San Quirico, il territorio di Serra Riccò, il Santuario della Madonna della Guardia, Ceranesi, Campomorone la cava di Cravasco, e si ha un’ottima visuale dei monti alle spalle della valle

Forte Diamante, dettaglio della struttura

Purtroppo Forte Diamante non è visitabile all’interno a causa delle condizioni di conservazione e della scarsa sicurezza, ma anche girargli solo intorno vale una visita.

Dettaglio del Forte Diamante e vista del Forte Fratello Minore della bassa Valpolcevera, di Sestri e della riviera di Ponente

A questo punto, si scende puntando verso Genova, seguendo i segnavia bianchi e rossi che indicano il sentiero principale. Una volta scesa la mulattiera di tornanti, è possibile anche qui procedere dritti verso il Forte Puìn, oppure fare una breve deviazione verso il Forte Fratello Minore prendendo la variante sulla destra.

Questo edificio versa a sua volta in un cattivo stato di conservazione e non è visitabile, ma può dare un’idea del suo fratello più grande, ormai distrutto. È costituito da una torre a pianta quadrata in un recinto con bastioni. In origine si accedeva al forte con un ponte levatoio, che oggi non esiste più, e con una rampa che porta all’ingresso della torre. Vi erano montati quattro cannoni, tre dei quali puntati verso la valle, e prevedeva una guarnigione di 12 soldati (pur potendone ospitare fino a una quarantina in caso di necessità).

Tornando sul sentiero principale, il forte successivo sul nostro cammino è il Puìn. Questo forte è successivo alla costruzione degli altri, essendo stato ideato nel 1815 dal Corpo Reale del Genio Sardo, che voleva coprire il vuoto tra i forti più esterni e il Forte Sperone. Ha avuto meno di un secolo di vita militare, già abbandonato prima della fine del secolo. Negli anni ’60 del Novecento, questo forte è stato dato in concessione al dott. Fausto Parodi, che lo restaurò e vi visse per circa vent’anni. Al momento è chiuso ai visitatori, ma dovrebbe essere in buone condizioni.

 

La scalinata di accesso a Forte Puin

A questo punto, si prosegue in direzione di Forte Sperone, nei pressi del quale è possibile prendere la via del ritorno verso Trensasco, la via pedonale più pianeggiante che offre anche una vista interessante sul percorso del Trenino di Casella. Il giro richiede tre ore circa, ed è la gita ideale per un 25 aprile, o una Pasquetta, godendo della peculiarità del nostro territorio, montagne così vicine al mare, e riscoprendo alcune pagine della storia della nostra città.

Vista di Genova

Tutte le foto in questo articolo sono state scattate da Marina Petta e Laura Casale il 25 aprile 2017

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